Se non è facile riuscire a fare.


Alla fine non ce l’ha fatta, ha dovuto arrendersi al talento credibile ma prematuro di una ragazzina appena sedicenne. E torna a casa a mani vuote, Antonella: tanto amaro in bocca e tanta voglia di mostrare, ancora, la meraviglia celata dietro ai suoi occhi di ghiaccio. Fautori (forse) del suo apparire diva, fredda, algida. Sempre al di sopra della perfezione. Quasi senza paura, senza timore. Senza cuore. Eppure Antonella un cuore ce l’ha: suona, batte, pulsa. E si fa vivo nelle sei tracce del suo primo EP per Sony Music e che raccoglie il meglio del suo percorso ad X-Factor. E’ un cuore che scoppia. Come quello scritto per lui, note e parole, da Luca Marino: un insolito elettro-pop ‘’made in Italy’’ che unisce i Bluvertigo ai Depeche Mode attraverso il cuore infranto di John Donne. Passando per l’ultimo album in studio di Dolcenera. Con Antonella che sublima il tutto, che conferisce quel tocco pulito di classe pura. Un tocco preciso che rende godibile il breve ascolto. L’inedito ormai edito vanta la compagnia di altre cinque preziose tracce, tra cui splendide rivisitazioni di rare peculiarità rese quasi inediti in studio come Morirò d’amore” (Giuni Russo) eDisincanto” (Mango), ed interpretazioni di brani di nicchia come What else is there?” (Royksopp) e Strict machine” (Goldfrapp). Senza tralasciare una peccaminosa versione tra il punk-rock e la canzone al karaoke di Eppur mi son scordato di te” (Battisti), pecora nera in un gregge bianco. Proprio nei giorni in cui la vedova Battisti diffida le rivisitazioni di Emma e Noemi di due classici battistiani. Se non è facile riuscire a fare. (m.d.m.)

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